Uva da tavola: un settore chiave per la Puglia

Il presidente di Confagricoltura Taranto indica nell’innovazione la via da seguire per mantenere il primato della regione Puglia nella produzione di uva da tavola

La Puglia è regione leader nella produzione di uva da tavola.

Sta entrando nel vivo la stagione della vendemmia e, nonostante i gravi danni causati dal maltempo delle scorse settimane, anche quest’anno la Puglia si conferma regione leader in Italia per la produzione di uva da tavola: del milione di tonnellate raccolto, il 60% proviene infatti dalle province di Bari e Taranto.

Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Taranto, spiega che per la regione si tratta di un settore cruciale, dal momento che la vendemmia dell’uva da tavola coinvolge oltre tremila imprese agricole sparse tra le varie province, il 27% del totale, e oltre 5.300 addetti. Tuttavia, sottolinea anche che «Se la nostra uva vuole ancora essere la regina d’Italia e d’Europa deve fare le mosse giuste: innovare le varietà, aggregare l’offerta e fare più promozione».

«Fino ad una ventina d’anni fa» ricorda Lazzaro «dalle nostre parti bastava produrre uva per vendere senza difficoltà a buoni prezzi e conquistare fette consistenti di mercato: a partire dall’uva Italia che, con un nome così, ha il brand incorporato. Ora, invece, bisogna misurarsi con la concorrenza dei produttori di oltre 40 paesi esteri, molti dei quali si trovano nel bacino del Mediterraneo e spesso sono avvantaggiati da costi di produzione più bassi, da una burocrazia meno asfissiante e, talvolta, anche da una migliore organizzazioneraquo;.

Per raccogliere la sfida di questa concorrenza, l’intero settore deve pertanto evolvere. E questo cambiamento, sottolinea il presidente di Confagricoltura Taranto, deve necessariamente passare dalla riconversione dei vigneti a varietà molto richieste sul mercato nord-europeo, come quelle prive di semi.

Una seconda necessità riguarda inoltre l’abbattimento dei costi di produzione, destinati a salire notevolmente nel corso degli anni più inclementi dal punto di vista climatico – quale è stato appunto il 2016. Qui è la tecnologia agricola a poter rappresentare una valida soluzione: gestire i vigneti ricorrendo all’informatica e adottare tecniche proprie dell’agricoltura di precisione consentirebbe senza ombra di dubbio alla regione Puglia di consolidare in maniera significativa il proprio primato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *