Vigneti ottimizzati con InnoVine

Finanziato dall’Unione Europea, il progetto InnoVine sta studiando nuove modalità di ottimizzazione logistica e genetica dei vigneti

Il progetto InnoVine intende ottimizzare i vigneti dal punto di vista logistico e genetico.
Si è conclusa da pochi giorni la Adaptation Futures 2016, conferenza organizzata a Rotterdam dal 10 al 13 maggio. Tra i vari interventi, uno dei più interessanti è stato senz’altro quello di Anne-Françoise Adam-Blondon, direttrice dell’Istituto Nazionale per la Ricerca Agricola in Francia e del progetto InnoVine, finanziato dall’Unione Europea e creato per proporre nuove soluzioni in grado di mantenere alto lo standard produttivo dei vigneti europei.

L’alternanza di inverni sempre più caldi ed estati sempre più secche sta infatti mettendo a dura prova il mondo della viticoltura europea. «Il problema è quello della qualità: i coltivatori stanno lottando per mantenere stabile il livello delle uve prodotte dai loro vigneti», ha detto la Blondon, facendo notare come l’eccesso di calore e di luce solare stia favorendo un aumento esponenziale nella quantità di zuccheri presenti all’interno delle uve, rendendo pertanto impossibile avviare i processi di fermentazione entro il range ideale del 12-14%.

Il progetto InnoVine cerca di affrontare questa problematica selezionando nuove varietà di vigneti in grado di resistere meglio ai classici fattori di stress biotico (malattie fungine e insetti) e, soprattutto, ai potenziali elementi di stress abiotico (siccità e calore, appunto).

L’analisi genetica applicata ai vigneti dovrebbe così permettere di identificare, entro la fine del 2017, dei genotipi interessanti dal punto di vista della composizione delle bacche in risposta alla temperatura e alla siccità. I cloni rimanenti saranno inoltre accuratamente schedati e conservati in collezioni, che saranno rese disponibili per progetti di ricerca futuri all’interno del già ricchissimo European Vitis Database.

La costituzione di questo enorme schedario non esaurisce però la ricchezza del progetto InnoVine. Approfittando di Adaptation Futures 2016, Anne-Françoise Adam-Blondon ha infatti annunciato l’apertura di nuovi filoni di indagine relativi alla creazione di sistemi di supporto capaci di ottimizzare la gestione dei vigneti.

In altre parole, nel corso degli ultimi mesi il team di InnoVine ha iniziato a sperimentare alcune forme di gestione robotizzata della vigna, in grado di assicurare un altissimo rendimento qualitativo e quantitativo della produzione.

Nel prossimo articolo, AgriSmart presenterà in anteprima italiana alcuni interessanti risultati raggiunti da questa nuova esperienza di automatizzazione.

Fonte: Adaptation Futures 2016“”

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